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In che modo SEO e Digital PR permettono di aumentare la visibilità online

Cosa hanno in comune una strategia di posizionamento sui motori di ricerca e una di pubbliche relazioni?

L’obiettivo, ovvero l’aumento della visibilità del brand.

Lo sviluppo del mondo digital ha richiesto a coloro che si occupano di pianificare e implementare la strategia di branding dell’azienda di concentrare i loro sforzi anche sul canale online, favorendo la nascita di una nuova figura professionale quella del digital PR.

Ecco che alla “tradizionale” attività di pubbliche relazioni offline si è aggiunta quella online finalizzata a incrementare la visibilità del brand e le interazioni con gli utenti in rete.

L’attività di pubbliche relazioni online acquisisce ancora più valore quando viene influenzata dalle logiche della SEO: scopriamo insieme in che modo.

Perché si parla di legame tra digital PR e Seo

Tanto la strategia di pubbliche relazioni classica quanto quella online mirano a far conoscere il brand aumentandone la visibilità e l’esposizione, quello che cambia sono le armi utilizzate per raggiungere questo obiettivo.

Ogni volta che l’utente esegue una ricerca online Google (sulla base dei propri algoritmi) scansiona la rete e restituisce una pagina con un elenco dei risultati ordinati in base al livello di pertinenza, ovvero la SERP.

È implementando un strategia SEO ad hoc che è possibile migliorare il posizionamento nella SERP, far crescere il traffico al sito, ottenere backlink e, di conseguenza, aumentare l’autorità del proprio sito web.

La domain authority viene definita infatti come quel punteggio associato al dominio che definisce quanto i contenuti presenti nel sito sono affidabili: migliorando questo parametro cresce la credibilità delle pagine agli occhi di Google, aspetto fondamentale per lo sviluppo della rete di backlink ovvero i collegamenti esterni che puntano al nostro sito web.

Questo ci permette di introdurre il concetto di SEO PR inteso come quella strategia che sulla base di dati misurabili permette di definire con esattezza non solo i risultati a livello di ROI ma anche quelli in termini di traffico e backlink.

Ranking del sito e strategia di link building

Lo sviluppo della rete di backlink è frutto di una metodica e scrupolosa strategia di link building attraverso la quale è possibile risalire la propria SERP di riferimento.

Ecco il primo punto in cui SEO e digital PR collaborano in quanto la strategia di link building diventa il mezzo per far crescere la rete di contatti dell’azienda all’interno del settore di riferimento e creare sempre più interesse attorno al marchio.

In questo gioco di link quelli che hanno maggior valore (e che dovrebbero far parte di ogni elenco di backlink) sono quelli che arrivano da siti con una domain authority alta, per esempio, quelli delle testate giornalistiche, quelli governativi, quelli di un personaggio noto e via dicendo.

In questo modo gli utenti si rivelano molto più inclini a cliccare sul sito dell’azienda ed ecco che l’authority del nostro sito web ne trae beneficio.

Lo studio dei trend e delle opinioni degli utenti: introduciamo il concetto di sentiment analysis

Nel corso dell’implementazione della strategia di comunicazione l’azienda monitora costantemente le opinioni espresse dai clienti e da tutti coloro che con essa si rapportano.

Lo studio dei sentimenti espressi sul web dai consumatori soddisfatti (oppure no) è una costante quando si parla di SEO PR in quanto permette di analizzare quello che pensano sull’azienda, sui prodotti e/o servizi offerti.

La sentiment analysis viene effettuata sulle recensioni oppure a partire dai commenti che i consumatori lasciano sui canali social ufficiali.

È impensabile credere di poter portare avanti questa attività senza il supporto di strumenti e tool come MonkeyLearn, IBM Watson oppure Lexalytics: il nostro consiglio è quello di adottare un approccio integrato dal momento che anche questi sistemi di machine learning presentano dei limiti (può accadere per esempio che l’utente utilizzi dei termini gergali o delle espressioni ironiche che il sistema non è in grado di interpretare).

Molto utile è inoltre la funzione di estrazione delle parole chiave utilizzate che ci aiuta a capire quali sono gli aspetti più discussi circa i prodotti/servizi/l’azienda, come le persone si riferiscono al brand.

Ovviamente questo discorso vale anche quando oggetto di analisi sono i giudizi negativi: anche da questi c’è molto da imparare!

Come produrre comunicati stampa in chiave SEO

Anche nelle pubbliche relazioni in rete ritroviamo il nostro amato comunicato stampa che, oltre a diffondere notizie importanti sull’azienda, può essere sfruttato per veicolare in modo indiretto traffico al sito.

Ovviamente per farlo abbiamo bisogno di sfruttare al massimo le potenzialità che la SEO offre.

Partendo da quello che sarà l’argomento principale del comunicato andiamo a definire i termini di ricerca più utilizzati dagli utenti (per farlo sfruttiamo lo Strumento di Pianificazione delle Parole Chiave di Google).

L’utilizzo delle main keyword e delle parole chiave correlate associate all’argomento aumenta la probabilità di ricevere click; lavorare in questo modo favorisce inoltre la creazione di un contenuto originale e intrigante.

Un comunicato stampa con queste caratteristiche potrebbe essere premiato dal motore di ricerca, apparire nella sezione News per essere poi condiviso da blog e riviste digital di settore.

Un alto livello di condivisione:

  1. aumenta il traffico al sito;
  2. favorisce il popolamento della rete di backlink;
  3. influisce in modo positivo sulla domain authority;
  4. migliora il posizionamento dell’azienda.

Digital Pr e SEO: quali sono i KPI da monitorare

Quali sono i parametri da monitorare per capire se stiamo andando nella giusta direzione?

Per capire se la nostra strategia di digital PR e SEO è performante oppure se, al contrario, ha bisogno di qualche aggiustamento dobbiamo monitorare:

  • numero e qualità dei link ottenuti;
  • i risultati ottenuti in termini di visibilità organica;
  • i dati di traffico REFERRAL da Google Analytics (numero e durata media delle sessioni, numero di utenti, frequenza di rimbalzo, vendite generate etc).

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