L’email marketing è il canale con il ROI più elevato tuttavia, nel panorama attuale, questo dato non è più l’unico KPI da monitorare.
Per una strategia sostenibile nel 2026, l’obiettivo si è evoluto: non è più sufficiente convertire, bisogna massimizzare il valore nel tempo (CLV) e cercare di ridurre il più possibile il tasso di disiscrizione (churn rate).
Un alto tasso di abbandono, infatti, non solo riduce le vendite immediate, ma danneggia la reputazione del mittente, rischiando di far finire le tue comunicazioni direttamente nella cartella Spam.
Per rifurre il tasso di disiscrizione nell’e-mail marketing è necessario puntare su:
- segmentazione del database
- mantenimento di una frequenza di invio coerente
- contenuti di alto valore di reale interesse per l’utente.
Perché gli utenti si disiscrivono?
Le cause che spingono un utente a cliccare su “unsubscribe” sono generalmente tre:
- eccessiva frequenza di invio: troppe email in un breve arco di tempo;
- contenuti poco rilevanti: mesaggi non personalizzati o non in linea con gli interessi mostrati in fase di iscrizione;
- difficoltà di gestione: l’assenza di un centro preferenze dove l’utente può scegliere cosa ricevere.
Come ridurre il tasso di abbandono nel 2026
Per proteggere il tuo database e migliorare le performance, è fondamentale implementare queste accortezze:
- segmentazione comportamentale avanzata: non inviare la stessa email a tutti ma utilizza i dati di navigazione e di acquisto per creare segmenti specifici;
- centro preferenze: non offrire solo la disiscrizione totale ma permetti agli utenti di “mettere in pausa” le email o di scegliere solo determinati argomenti;
- ottimizzazione della deliverability: rispetta i protocolli di autenticazione (SPF, DKIM, DMARC) e monitora il tasso di segnalazioni spam per mantenere alta l’autorità del tuo dominio.
Qual è la frequenza di invio ideale per non infastidire gli utenti?
Non esiste un valore della frequenza di invio “giusto” che ogni azienda è tenuta a “rispettare” se vuole ridurre il tasso di abbandono degli iscritti alla propria newsletter.
In generale, comunicazioni molto frequenti potrebbero in qualche modo stancare/infastidire gli iscritti.
Il modo migliore per trovare un equilibrio consiste nel fare dei test cercando di non spingersi oltre le tre comunicazioni mensili, soprattutto quando si tratta di contenuti a carattere promozionale e di vendita.
Newsletter dal contenuto puramente informativo potrebbero essere inviate anche con una frequenza più alta ma, anche in questo caso, solo i test ed un’attenta analisi delle statistiche possono esserci di aiuto.
Qual è la tua strategia di raccolta contatti?
Il modo migliore per raccogliere contatti e far crescere le proprie liste consiste nell’implementazione di un’attenta strategia di lead nurturing ovvero attirando e nutrendo gli iscritti attraverso contenuti informativi e di valore, portandoli progressivamente a fidarsi dell’azienda e a sceglierla al momento del bisogno.
La condivisione di contenuti informativi ed utili (lead magnet) garantisce:
- contatti REALMENTE INTERESSATI ai contenuti divulgati;
- contatti che SCELGONO di ricevere comunicazioni da parte dell’azienda;
- il RISPETTO della NORMATIVA sulla Privacy.
Quando ci si rivolge principalmente a contatti che non hanno scelto volontariamente di ricevere le nostre comunicazioni, e che non ci conoscono, cresce il tasso di abbandono.
Quanto sono fruibili le tue comunicazioni sui dispositivi mobili?
Un tasso molto alto di utenti legge le mail dal proprio smartphone, pertanto, è impensabile che una mail non sia fruibile dai dispositivi mobile.
Il concetto di mobile friendly in questo caso non riguarda solo l’aspetto grafico, infatti:
- il messaggio deve caricarsi in poco tempo;
- l’utente deve, con pochi scroll dello schermo, comprendere quello che sta leggendo.
Da questo punto di vista per ridurre il tasso di disiscrizione è importante:
- scegliere con attenzione l’oggetto del messaggio;
- ottimizzare il più possibile il testo che compare in preview;
- scegliere layout semplici, senza troppe immagini e video che non fanno altro che appesantire il messaggio e rallentare l’apertura dello stesso.
Costruisci un calendario editoriale coerente con le promesse fatte agli utenti
Per contenere il tasso di abbandono devi costruire con attenzione il tuo calendario editoriale.
Oltre a garantire una comunicazione fatta di contenuti diversi per “evitare la noia” è importante rimanere fedeli alle promesse fatte agli iscritti.
In questo senso potrebbe essere utile realizzare dei sondaggi, interagire con i propri contatti chiedendo quali sono le tematiche preferite e, sui risultati raccolti, sviluppare il calendario editoriale della campagna di e-mail marketing.
Sono i contenuti delle e-mail a fare la differenza
Se gestiti in modo scrupoloso, tutti gli aspetti analizzati fino ad ora possono realmente aiutarti a ridurre i tassi di disiscrizione.
Tuttavia, sono i contenuti e il livello di interesse degli utenti a fare la differenza. Per migliorare la qualità dei contenuti condivisi ti consigliamo di leggere il nostro articolo su come scrivere una newsletter efficace mentre, per quanto riguarda il livello di interesse degli utenti, un ruolo chiave è giocato dal processo di targhettizzazione.
Un valido aiuto in questi casi è rappresentato dal double opt-in ovvero quel sistema di verifica degli indirizzi e-mail che prevede una conferma del desiderio di iscrizione alla newsletter una volta compilato il form sul sito.
Il ruolo del Double Opt-in nella riduzione del tasso di disiscrizione
Il Double Opt-in non è solo un obbligo di conformità (GDPR), ma rappresenta la prima linea di difesa contro un alto tasso di abbandono. Richiedendo una seconda conferma esplicita via email, questa procedura assicura che il database sia composto esclusivamente da utenti realmente interessati e con indirizzi email validi.
Perché il Double Opt-in abbatte le disiscrizioni?
- qualità del contatto: elimina iscrizioni accidentali o bot, principali responsabili delle disiscrizioni o delle segnalazioni spam;
- consapevolezza dell’utente: l’atto di confermare l’iscrizione crea un “impegno” psicologico; l’utente si aspetta le tue comunicazioni e non le percepirà come intrusive;
- deliverability superiore: riducendo la frequenza di rimbalzo (bounce rate) e i reclami, i provider di posta (come Gmail e Outlook) considerano il tuo dominio autorevole, mantenendo le tue email nella posta in arrivo anziché nel cestino.
In sintesi: adottare il Double Opt-in significa privilegiare la qualità sulla quantità. Un database più piccolo ma altamente profilato garantisce un tasso di disiscrizione drasticamente inferiore e un tasso di conversione (ROI) nettamente più alto.
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