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SEO e Intelligenza Artificiale: cosa cambia con l’avvento dell’AI e cosa puoi fare per restare al passo

SEO e Intelligenza Artificiale: cosa cambia con l’avvento dell’AI e cosa puoi fare per restare al passo

La nostra realtà sta evolvendo a velocità supersonica e con essa le modalità con cui ci approcciamo ai problemi e agli eventi quotidiani della vita.
La diffusione di strumenti di intelligenza artificiale (AI) ha innescato cambiamenti importanti nel modo in cui gli utenti eseguono le ricerche online ed interpretano i risultati.

Le AI ci permettono finalmente di porre domande in modo naturale, ragionando insieme alla ‘macchina’ invece di limitarci a combinare parole chiave in modo artificioso e innaturale.

Il linguaggio è, oggi più che mai, umano. Questo “nuovo umanesimo” della ricerca in organico ha creato nuove sfide in ambito SEO: in questo articolo vogliamo mostrarti cosa cambia, come cambia e soprattutto il perché.

 

L’AI è la nostra spalla destra della ricerca

L’intelligenza artificiale è entrata a gamba tesa nella nostra quotidianità, mostrando da subito tutte le sue potenzialità: un bene per certi versi!
Pensiamo alla misura in cui questi approcci hanno valorizzato le ricerche e permesso scoperte in campo scientifico nell’ultimo periodo: per esempio, AlphaFold2, AI di Google DeepMind, ha ricevuto una menzione d’onore come strumento utilizzato dagli scienziati vincitori del premio nobel per la chimica prevedendo la struttura di milioni di proteine in pochi giorni.

L’AI ci fa risparmiare tempo, ci fa scoprire argomenti nuovi e ci insegna qualcosa ogni giorno e per farlo si serve dei contenuti presenti nel web. Tutto semplice fin qui.
Ma? C’è un grosso ma: i contenuti sono tanti, variabili e non tutti attendibili.

Questo è il lavoro che le intelligenze stanno svolgendo: fornirti una risposta il più esaustiva, veritiera e semplice possibile, utilizzando una aggregazione dinamica e contestuale dei risultati online.
Per farlo deve necessariamente passare al setaccio questi contenuti classificandoli principalmente per Qualità ed Affidabilità.

A questi parametri va aggiunta la “democratizzazione” dei contenuti: le AI prendono in esame anche gli articoli pubblicati nei forum, recensioni e analisi di social sentiment offrendo all’utente una panoramica quanto più completa e sincera possibile.

 

SEO con intelligenza artificiale, ecco come funziona la formulazione di una risposta

Le AI usano gli LLM ovvero modelli di linguaggio di grandi dimensioni che raccolgono ed elaborano le informazioni dal web, proponendole agli utenti sotto forma di risposte complete ed approfondite.
Rispetto ai motori di ricerca classici, che indicizzano i contenuti su base algoritmica, gli LLM sfruttano un processo di ragionamento nella ricerca organica.
Le risposte vengono approfondite attraverso le successive query di ricerca, che stimolano nuovamente questa attività con nuovi quesiti.

Per le risposte più complesse vengono utilizzate tecniche come il Chain-of-Tought (CoT) e il ReAct, che suddividono il problema in passaggi intermedi e combinano il ragionamento con azioni specifiche (attingere a strumenti esterni, fare ricerche), ottenendo risultati e contenuti in linea con la risposta generata.

Non sempre i risultati sono aggiornati, per fari un esempio a novembre 2024 domandando a ChatGPT se la band Nu Metal dei Linkin Park fosse ancora in attività, la piattaforma aveva risposto in modo errato definendo la band in pausa dopo la morte del frontman: in realtà la band era attiva, aveva appena pubblicato un nuovo album e la nuova voce principale è diventata quella di Emily Armstrong.

Per ovviare a questo problema le AI si affidano alla tecnica del Retrieval-Augmented Generation (RAG) che permette il recupero e l’integrazione di informazioni da fonti esterne nella risposta.

Tutto questo ci ricorda quanto sia importante aggiornare i contenuti ed ottimizzarli, di volta in volta, in funzione di eventuali nuove parole chiave.

 

Generative Engine Optimization: che cos’è la GEO e come si scrivono contenuti per l’AI

La GEO, o Generative Engine Optimization, è l’insieme di tutte le tecniche e le strategie volte a ottimizzare e migliorare la visibilità delle informazioni e contenuti nelle risposte generate dagli LLM.
In modo più semplice: la GEO è la SEO delle AI.

I motori di ricerca basati sull’intelligenza artificiali più famosi ed utilizzati sono sicuramente ChatGPT, Gemini, Claude, Perplexity.
Con la GEO si cerca di ottimizzare i contenuti di un sito web in modo tale che questi motori di ricerca prendano le pagine come riferimento (fonte) nel momento in cui offrono una risposta all’utente su un determinato tema.

Non è un lavoro semplice e le logiche che stanno dietro a queste scelte sono ben diverse da quelle sfruttate dai classici motori di ricerca: questo rende necessario un nuovo studio del posizionamento.
Risposte quanto più umane ed esplicative sono un punto a favore per poter posizionare i contenuti tramite LLM, seguono: la qualità del sito, la struttura della pagina, l’affidabilità delle informazioni o l’autorevolezza del brand.

Andiamo per ordine.

Ottimizzazione del sito web

Un sito deve essere:

  • Navigabile facilmente
  • Accessibile
  • Veloce nel caricamento
  • Mobile friendly
  • Implementato con schemi di Markup (dati strutturati per far capire alle AI contenuti e strutture)

C’è una diatriba sull’uso dell’llms.txt al fine di migliorare l’indicizzazione agli “occhi” delle AI. Attualmente questo non rappresenta un fattore cruciale per i modelli AI, ma le posizioni attorno all’argomento sono ancora del tutto aperte a cambiamenti.

Rispondere alla Search Intent

Come già affermato, la Search Intent è la cosa più importante da definire prima di iniziare a produrre i contenuti di una pagina web.
Si effettua sempre una analisi e ricerca delle parole chiave per capire se l’utente ha un intento di ricerca puramente informativo (sta raccogliendo informazioni su un prodotto/servizio) o commerciale (vuole informarsi per procedere quanto prima all’acquisto).

I contenuti devono essere scritti in modo chiaro, fluido e soprattutto devono essere di qualità.
Il livello di approfondimento dell’argomento, l’inserimento di quante più informazioni possibili, l’aggiunta di foto, video e altri contenuti incidono in modo positivo sul punteggio che l’algoritmo di Google darà al contenuto.

Quando si inseriscono informazioni nelle pagine, se ci sono, vanno sempre citate le fonti per dare a Google la possibilità di valutarne la credibilità e affidabilità del contenuto.
L’affidabilità e credibilità di un sito sono fondamentali per le AI: solitamente questi modelli scelgono di attingere le informazioni da siti autorevoli, perciò sarà molto difficile essere citati quando non c’è un lavoro di costruzione della propria brand reputation online dietro.

La struttura della pagina assume un ruolo importantissimo a questo punto: terminata l’ottimizzazione SEO sui contenuti, vanno aggiustati i vari titoli e sottotitoli (H1, H2, H3, ecc.).
Perché sono importanti? Perché facilitano la lettura dei contenuti da parte dei crawler di Google e dei modelli AI, così da comprendere l’ordine di importanza che si vuole dare alle varie sezioni di argomenti all’interno della pagina.

Consiglio Bonus!
Sai che i tuoi contenuti possono essere utilizzati due volte? Sì, perché un altro consiglio è quello di creare una o più pagine di FAQ (la sezione dedicata alle domande frequenti) in cui si possono inserire i quesiti che vengono posti più spesso dagli utenti a cui è possibile già rispondere.

Questo approccio permette alle AI (e anche a Google) di comprendere meglio i contenuti del tuo sito. Soprattutto per le AI, avere già risposte pronte a potenziali query che gli utenti potrebbero fare è un ottimo punto di partenza per poter essere citati.

Affidabilità di chi scrive

Parallelamente al lavoro di creazione ed ottimizzazione dei contenuti è importante dirigere i nostri sforzi verso l’attività di costruzione dell’identità del proprio brand.
Questi due aspetti (SEO e brand) viaggiano in coppia e devono lavorare su due strade parallele.

Le tue informazioni devono essere coerenti nella tua strategia cross-platform; tieni attivi i tuoi social e cura la tua community; stimola le recensioni positive e raccogli le testimonianze dei tuoi clienti in video, post o commenti; se possibile, cerca di farti citare e di attivare collaborazioni con clienti e altri brand al fine di rafforzare la tua affidabilità; controlla come Google ti presenta sul web, ovvero il Knowledge Graph e tienilo aggiornato se ci sono modifiche da fare.

 

Perché agire ora e perché la SEO resta importante?

Ci basterebbe dirti che Google ha da poco introdotto l’AI Overview e che, grazie all’intelligenza artificiale, il primo risultato è una risposta generata attraverso i modelli appena descritti aggregando contenuti prelevati dal web (citando le fonti).

Questo significa che anche Google sta investendo nell’implementazione dell’AI nei suoi risultati, suggerendo di ri-aggiornare il modo in cui scriviamo pagine e articoli.
Secondo un recente studio di Bain & Company circa l’80% degli utenti usa i riassunti AI almeno nel 40% delle proprie ricerche online, indicando una preferenza per le risposte sintetiche e contestualizzate rispetto ai tradizionali elenchi di link a cui siamo stati abituati.

Non solo, secondo il report Adobe sui retail USA Il traffico verso siti di vendita al dettaglio proveniente da fonti di ricerca AI generativa è aumentato con un incremento del 1200% tra luglio 2024 e febbraio 2025; le ricerche sono più mirate, in linea con ciò che viene chiesto e questo porta inevitabilmente a traffico veramente interessato che fruisce contenuti in linea con il proprio quesito. Tra i dati che abbiamo ritenuto rilevanti ti riportiamo questi: +8% di tempo trascorso sui siti indicati dall’AI, +12% di pagine visitate in più, -23% di bounce rate.

Questo è il momento di investire nella SEO, orientandosi sempre più alla sua estensione GEO, in quanto sarà il futuro.

Non è una novità che ci sia un cambiamento in questo tipo di lavoro: chi vive di SEO lo sa, ad ogni piccola modifica dell’algoritmo ci si deve aggiornare, riallineare, ancor di più quando l’evoluzione diventa epocale come quella che stiamo vivendo ora con l’AI.

 

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