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Storia ed evoluzione del logo Barilla dal 1877 ad oggi

Ci troviamo a Parma nel 1877 quando Pietro Barilla decide di aprire un laboratorio per la lavorazione della pasta all’uovo e un forno per la cottura del pane.
Sono passati 145 anni da quando quel laboratorio è nato e oggi l’azienda Barilla è la più famosa produttrice di pasta (e non solo) che esista sul mercato italiano ed estero.
Il packaging dell’azienda è ormai riconoscibile in ogni scaffale, ma come si è evoluta quest’azienda nel tempo?
Vediamo insieme l’evoluzione del logo Barilla!

Logo numero1: il logotipo di Barilla

Nelle storie dei loghi più famosi come primo marchio troviamo sempre un Logotipo: questa scelta è legata al momento storico che vedeva protagonisti tantissimi scultori e disegnatori.

Se sei interessato a scoprire le tipologie di loghi, abbiamo scritto un articolo a riguardo: scopri di più

Anche il primo logo della Barilla era un logotipo disegnato nel 1910 da Emilio Trombara, un famoso scultore di Parma che decise di raffigurare per Barilla un ragazzo intento a miscelare gli ingredienti dell’impasto della pasta all’uovo.
Il tratto distintivo di questo logo è la “sproporzione” dell’uovo che diventa protagonista assoluto; questa illustrazione inoltre mette in risalto il processo di preparazione della pasta all’uovo, uno dei prodotti di punta dell’azienda.

I loghi successivi di Barilla

Andiamo avanti e concentriamoci su quello che succede negli anni 20-30 che per l’azienda sono gli anni del cambiamento.
Il nuovo logotipo viene semplificato drasticamente mettendo in risalto il nome del marchio che oggi tutti conosciamo: BARILLA.
Tutte le versioni tipografiche che in questi anni vengono fatte hanno in comune una caratteristica molto importante: mantenere il focus sul nome.
Come puoi notare, all’inizio le tipografie scelte erano caratterizzate da linee dure e da un colore molto scuro mentre nel 1927 arriva, per la prima volta nella storia di questo logo, il colore rosso dunque una scelta era molto più sbarazzina e allegra.

Nel 1936 Giuseppe Venturini realizza la prima versione del logo in negativo all’interno di una forma.
Inizialmente la forma scelta era un rettangolo di colore azzurro, successivamente si passa ad una forma più morbida e arrotondata.
È con la versione del 1949 che finalmente iniziamo a riconoscere il famoso logo dell’azienda italiana.

Il segreto all’interno del logo Barilla

Il cambiamento più significativo arriva nel 1956 quando Erberto Carboni riprende con genialità l’idea iniziale di mettere all’interno del logo un riferimento alla materia prima indiscussa: l’uovo.
Il nuovo logo viene rappresentato in maniera astratta e minimale, prendendo spunto solo dalla forma.
Il marchio Barilla rimane protagonista indiscusso ma viene adornato da questa cornice a forma di uovo.
Questo nuovo logo ora esprime linearità, equilibrio e armonia.

Intorno gli anni 70 il logo viene rivisto da Lippincott e Margulies, una famosa società di design che rivede il logo in chiave moderna.
La tipografia cambia radicalmente e lascia il vecchio stile corsivo per abbracciare uno stile di scrittura molto più moderno e ancora oggi molto attuale.
La particolarità di questo logo è il contrasto tra il fondo rosso e la scritta bianca: il colore rosso fa percepire diversi valori, tra cui l’intensità e il gusto del tuorlo.
Questo logo è molto visibile e sicuramente più facile da ricordare.

Anni 2000: il logo iconico di Barilla

Con il lancio del nuovo packaging della pasta, Barilla decide di rivisitare anche il logo facendo piccole modifiche stilistiche che rendono il marchio più minimale e attuale.
Dal punto di vista simbolico possiamo interpretare queste continue modifiche alla grandezza del cerchio come un rimando alla continua crescita dell’azienda.

È il 2002 quando il logo Barilla celebra i suoi 125 anni e viene rivisitato attraverso l’introduzione di un nuovo concetto: la tridimensionalità.
Nel logo vengono aggiunti dei riflessi che lo rendono quasi percepibile al tatto.

Anno 2022: un nuovo logo dopo 60 anni

Ci troviamo nel 2022 e Barilla inizia l’anno con un logo nuovo!
L’azienda decide di “abbandonare” le origini e di puntare su un logo completamente minimale, coerente con le tendenze grafiche attuali.
Il nuovo logo non ha rivoluzionato totalmente l’immagine dell’azienda, dunque possiamo parlare di un restyling.
La forma dell’uovo non viene esclusa totalmente ma viene semplificata, mentre il colore del logo si scurisce.
In questo nuovo marchio possiamo trovare un elemento che prima non era presente ovvero la data di fondazione dell’azienda proprio per sottolineare la storicità del brand.

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