Quattro errori che “minacciano” il successo di una strategia di Content Marketing

7 Marzo 2022

Quali sono i fattori che influenzano la viralità di un contenuto? Perché, nonostante gli sforzi, la strategia di content marketing che hai sviluppato non funziona?

Utilizzare contenuti di valore sviluppati ad hoc sulla base delle caratteristiche e delle necessità del proprio target di riferimento permette di raggiungere nel lungo periodo importanti traguardi come:

  • aumento della fedeltà dei clienti attuali;
  • consolidamento (o creazione) della brand awareness dell’azienda;
  • incremento dei livelli di vendita;
  • contatti di nuovi potenziali clienti (quello che in gergo tecnico chiamiamo lead generation)

Il successo di una strategia di content marketing dipende principalmente da due fattori, la qualità del contenuto realizzato e la piattaforma scelta per la condivisione: raggiungere il successo fin da subito è un traguardo davvero arduo da raggiungere!

Possiamo individuare quattro cattive abitudini che compromettono in modo irreversibile il livello di viralità dei contenuti e, di conseguenza, il successo di una strategia di content marketing:

  • sottovalutare l’ottimizzazione SEO degli articoli condivisi;
  • rivolgersi ad un target indefinito di utenti;
  • non pianificare la creazione e la relativa condivisione dei contenuti;
  • non prestare attenzione alla componente grafica.

La forza dei contenuti e la scelta della migliore piattaforma di condivisione

Quando implementiamo una strategia di content marketing lo facciamo tenendo sempre in considerazione il brand e gli obiettivi che vogliamo raggiungere: questo rende ogni strategia unica.

I contenuti sviluppati sono il mezzo che ci permette di attrarre utenti potenzialmente interessati al prodotto/servizio offerto: questo risultato si raggiunge unicamente attraverso la realizzazione di articoli di valore.

Un utente sceglie liberamente se usufruire o meno degli articoli che divulghiamo e questa probabilità aumenta quando gli offriamo contenuti capaci di soddisfare il proprio bisogno di informazione e che siano coerenti con il brand.

La tipologia di contenuto realizzata e le caratteristiche del pubblico sono la nostra guida quando scegliamo la piattaforma di condivisione, ovvero Facebook piuttosto che Linkedin.

Content Marketing per le aziende: 4 cattive abitudini di chi si improvvisa esperto

Prima di affidarsi ad un’agenzia specializzata in strategie di content marketing per le aziende si prova sempre la strada del fai da te.

Tutti i contenuti nascondo accompagnati dalla speranza degli autori di raggiungere il massimo risultato in termini di hype ma ecco che, in seguito alla pubblicazione, l’algoritmo di Google ci restituisce uno scenario completamente diverso da quello immaginato.

Come anticipato sopra, tendenzialmente sono 4 gli aspetti che non vengono valutati e gestiti in modo corretto dalle aziende che vogliono fare da sole:

  • sottovalutare l’ottimizzazione SEO degli articoli condivisi;
  • rivolgersi ad un target indefinito di utenti;
  • non pianificare la creazione e la relativa condivisione dei contenuti;
  • non prestare attenzione alla componente grafica.

SOTTOVALUTARE L’OTTIMIZZAZIONE SEO

Applicare le principali logiche SEO durante la scrittura dei contenuti vuol dire ottimizzarli e renderli appetibili per il motore di ricerca.

Facciamo un piccolo passo indietro: l’obiettivo delle attività di posizionamento è aumentare la visibilità di un sito web, e dunque delle pagine che lo compongono, per ottenere le prime posizioni della pagina dei risultati di ricerca (la nostra amata SERP).

Quando un utente esegue una ricerca su Google si aspetta di trovare “una risposta esaustiva” alla propria “sete di informazione”: se un contenuto non viene realizzato tenendo conto delle ricerche più frequenti eseguite dagli utenti su quello specifico argomento viene escluso dal crawler.

Un contenuto non ottimizzato lato SEO è un contenuto invisibile per Google!

>> Clicca sul link per conoscere che cosa si intende per SEO e perché è importante essere primi su Google.

RIVOLGERSI AD UN TARGET INDEFINITO

Definire in modo accurato il proprio target di riferimento (ovvero le Buyer Personas) permette di intercettare gli utenti realmente interessati ai contenuti sviluppati e offre una panoramica completa su:

  • chi sono i nostri potenziali clienti e le loro caratteristiche principali;
  • quali sono i contenuti che cercano e con i quali interagiscono maggiormente.

È opportuno ripetere con una certa periodicità questo tipo di analisi perché i bisogni e le necessità dei consumatori cambiano ed evolvono: la strada per il successo è un continuo adattare la propria strategia di content marketing alle tendenze del mercato.

NON UTILIZZARE IL PIANO EDITORIALE

Non puoi pensare di farti guidare dall’ispirazione del momento nella scelta degli argomenti da sviluppare nella tua strategia di content marketing.

Devi sempre avere un piano editoriale definito (che all’occorrenza certamente puoi adattare e variare) per organizzare in modo ordinato le tue idee sulle pubblicazioni.

Avere un piano editoriale aiuta a non rimandare l’attività di scrittura e ad offrire, sempre con la stessa frequenza, un contenuto nuovo a chi ci segue.

Realizza il tuo calendario editoriale sulla base:

  1. degli obiettivi della strategia di content marketing che stai implementando;
  2. del tuo target di riferimento;
  3. degli argomenti che vorresti sviluppare.

>>> Clicca sul link e scopri quali sono le istruzioni da seguire per la creazione di un calendario editoriale accurato.

DULCIS IN FUNDO: SCARSA CURA DELLA GRAFICA

I tempi di elaborazione di un testo sono senza dubbio maggiori rispetto a quelli di un’immagine; dunque, se vogliamo catturare l’attenzione degli utenti è bene curare anche questo aspetto.

È bene lavorare sulle emozioni degli utenti, cercando di coinvolgerli ed incuriosirli: dobbiamo rendere il nostro brand riconoscibile tra tanti in un colpo d’occhio!

Altro risultato che non si raggiunge nell’immediato ma nel lungo periodo sfruttando:

  • grafiche originali e dal design accattivante ma allo stesso tempo pulite;
  • i colori ovvero creando una propria palette;
  • adattando il tone of voice del contenuto che stiamo divulgando al font.