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Tre emergenze in 24 ore, un minuto di disservizio: il valore della ridondanza

Tre emergenze in 24 ore, un minuto di disservizio: il valore della ridondanza

Cosa è successo nel Data Center Hi-Net tra venerdì 26 e sabato 27 giugno, e perché lo raccontiamo?

Quando un’infrastruttura IT funziona, non si vede. Quando si rompe, è tutto quello che si vede.

Nel weekend appena trascorso, il nostro Data Center ha affrontato tre emergenze critiche sovrapposte. Ognuna di queste, presa singolarmente, può fermare un’azienda per ore o giorni. Tutte e tre insieme, ancora di più. Per i clienti Hi-net, il disservizio è durato circa un minuto.

Vogliamo raccontare cosa è successo, non per autocelebrazione, ma perché crediamo che la trasparenza sugli imprevisti sia parte di come si costruisce un rapporto di fiducia. E perché episodi come questo sono il motivo concreto per cui la nostra azienda investe da sempre in ridondanza.

 

Venerdì 26 giugno, ore 15:00 — La corrente impazzisce

La fornitura elettrica inizia a comportarsi in modo anomalo: continui distacchi e ripristini in rapida sequenza. Per chi non lavora in un data center sembra un dettaglio, ma è lo scenario peggiore in assoluto. Gli sbalzi ripetuti stressano e possono compromettere le schede elettroniche di tutti gli apparati. È molto più dannoso di un blackout pulito.

La decisione, presa nel giro di pochi minuti dal team operativo, è netta: scollegare volontariamente la rete elettrica e passare l’intero data center sotto generatore.

“In situazioni così devi decidere in fretta. Aspettare e sperare che si stabilizzi è il modo migliore per ritrovarti con dell’hardware bruciato. Staccare volontariamente la rete è stata la scelta giusta.”
Elia Zangheri, Responsabile IT Hi-net

Poco dopo — Il condizionatore cede

Gli sbalzi precedenti al passaggio sul generatore avevano già danneggiato la scheda di uno dei condizionatori della sala server. Senza raffreddamento adeguato, una sala server non può funzionare in sicurezza.
Entra in funzione il condizionatore di emergenza, mantenendo la temperatura nei range operativi senza alcun impatto sui sistemi.

Stessa giornata — Cade la linea dati

Probabilmente conseguenza degli stessi sbalzi sulla rete del fornitore, una delle due linee di connettività in fibra va giù. Instradamento automatico sulla seconda linea fibra. Nel frattempo viene avviato il lavoro di ripristino della prima, che torna operativa nelle ore successive.
 

Sabato 27 giugno — Cade nuovamente la linea

A poche ore dal ripristino, la linea cade nuovamente restando inattiva per diverse ore. Anche in questo caso c’è stato un instradamento automatico della seconda linea fibra.
 

Nel corso del weekend

La fornitura elettrica si stabilizza e l’alimentazione di rete viene riattivata. Ad oggi tutto è pienamente operativo: linee dati, alimentazione, condizionamento.
 

Quanto disservizio hanno percepito i clienti?

Circa un minuto in totale, dovuto esclusivamente alla convergenza del routing BGP nei momenti di failover tra le linee. Nessuna interruzione del servizio, nessuna perdita di dati, nessun intervento richiesto da parte dei clienti.

Cosa ha fatto la differenza?

Tre cose, in ordine di importanza inversa:

  1. l’infrastruttura ridondante. Ogni componente critico ha un suo backup attivo: generatore dimensionato sull’intero carico del data center, condizionatore di emergenza pronto a entrare in funzione, doppia linea dati in fibra da fornitori indipendenti con instradamento BGP che gestisce automaticamente il failover;
  2. le procedure operative. Sapere cosa fare e in che ordine, quando le cose vanno male contemporaneamente. La decisione di staccare volontariamente la corrente prima che gli sbalzi facessero altri danni è una decisione di procedura, non di improvvisazione;
  3. le persone. Avere tecnici che sanno leggere la situazione, decidere in fretta e intervenire nel momento giusto. Nessuna tecnologia compensa l’assenza di chi la sa gestire.

“Investiamo in ridondanza da sempre, anche quando sembra sovradimensionato. Costa, certo. Ma episodi come questo sono esattamente il motivo per cui lo facciamo. La continuità dell’infrastruttura non si vede mai quando tutto funziona — si misura solo quando va male.”
— Gloriano Frisoni, Titolare Hi-net

 

Perché questo riguarda i nostri clienti

Lo stesso scenario, in un’infrastruttura priva di ridondanze, avrebbe significato giornate intere di fermo. Produzione bloccata, ordini non gestiti, comunicazioni interrotte, danni permanenti a schede e apparati colpiti dagli sbalzi, ripristini lenti e costosi.

In molte realtà IT questo livello di copertura viene visto come un costo da contenere.

Per noi è una scelta di posizionamento: lavoriamo a uno standard di continuità che protegge i nostri clienti anche negli scenari peggiori. Non perché capitino spesso, ma perché quando capitano fanno la differenza tra “non ce ne siamo accorti” e “siamo fermi da tre giorni”.

 

Vuoi vedere come è strutturato il data center?

Le visite al nostro Data Center sono aperte ai clienti e ai prospect interessati. Si vede tutto: la sala server, i sistemi di alimentazione di emergenza, le linee di connettività, le procedure operative.

Contattaci per richiedere una visita!

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